martedì 8 ottobre 2013

incontri straordinari n.1 / AVVISO: testo lungo (né sms, né tweet, per intenderci) quindi ci vorrà un po' di tempo e attenzione, ma spero possa essere una lettura anche divertente!

Rubo il titolo da un bellissimo libro  (Incontri con uomini straordinari, che qui ho cambiato perchè spesso gli incontri son con donne, a volte anche bambini e animali, tutti straordinari) di Gurdjieff (spero che Wikipedia non sbagli a scriverlo perché io non ricordo com'è...) per fermare con le parole un bell'incontro, avvenuto ormai ieri mattina, grigio lunedì di Ottobre, al  riparo dalla pioggia sotto i portici di Piazza Brà a Verona, dove vivo da qualche anno.
Ecco, ci vivo da qualche anno, ma fatico ancora a trovarci un senso in questa città... e oggi mi ha aiutato un uomo anziano e che penso abbia visto giorni molto migliori di questo e non meteorologicamente parlando. Un uomo "dismesso", come certe fabbriche nelle nostre prime periferie, dove ancora sembra riecheggiare il clangore degli operai al lavoro, oppure in corteo, a manifestare per diritti che oggi nessuno sembra più nemmeno pensare di poter chiedere.
Ecco così mi è apparso, subito, mentre entravo in un tabacchi per ricaricarmi il cellulare, e lui sembrava sorridere al niente, tutto compreso nell'azione di girare il cucchiaino in una di quelle tazzine di plastica piena di caffè.
Quando sono uscito era ancora lì e mi sembrava canticchiasse Viva l'Italia di De Gregori.
Per un riflesso condizionato ho partecipato, con una strofa mezza inventata (non ho la conoscenza enciclopedica del mio amico Nino, musicista e chansonnier dai tempi dell'università, per i testi dei nostri cantautori, così invento, spesso malamente) in cui celebravo la bellezza del caffè mattutino.
Poi mi sono ricordato che avevo qualche spicciolo, evento raro in questi tempi e gliel'ho allungato, pensando che avrebbe gradito, anche se, solo con il mio "aiutino", non ci si sarebbe potuto pagare neanche un altro caffé.
Comunque lui ha accettato, con un sorriso sdentato davvero bello, i due soldi che gli davo e dopo aver constatato che non era una gran offerta per la sua interpretazione del noto successo musicale nostrano, ha comunque pensato che mi meritavo altro.
Ed è qui che la mia giornata è cambiata.

A volte l'incontro con persone straordinarie può avvenire così, inaspettato, in un suq di Aleppo (sarà ancora possibile, un giorno?), nel deserto dei Gobi, tra le pagine di un libro o fuori da un tabacchi tutto lindo e pulito, di fianco all'ennesima succursale di banca, circondata da localini per turisti danarosi, nella città dell'amore, che non permette alla gente nemmeno di sedersi su panchine che non siano anti qualcosa o qualcuno.

Il mio incontro è proseguito così, con la leggerezza e la casualità con cui era partito...
Mentre io facevo quello che stava per andarsene a lavorare o a fare qualunque cosa che potesse dar senso al mio lunedì, lui mi ha inchiodato, con la sua voce squillante e insieme impastata del fumo di sigarette e dell'aroma di chissà quanti caffè.

E mi ha svelato ragioni possibili per essere felice di essere qui, oggi, in questo ottobre a Verona, senza esserci nato e senza condividere molto di quel che vedo, o sento, in giro.

Allora, ho controllato su wikipedia (cosa volete, sono pigro e ho una certa fretta, dovrò pur iniziare a lavorare, prima o poi) e inizio con quello che, pur affascinante, non torna nel suo racconto.

Verona ha due squadre di calcio, oggi nella massima serie, il blasonato (e rinomato e maledetto, per la fascistaggine della sua tifoseria) Hellas Verona e il più popolare Chievo Verona (dalla tifoseria, diciamo, più progressista o almeno non massicciamente infiltrata da nazi-leghi-fascistelli della domenica). La sua versione è che la dicitura Hellas fosse stata aggiunta al nome della squadra per chissà quale oscura ragione e che comunque, in greco antico, si potesse tradurre con vuoto o nulla. Così, secondo noi, si adattava perfettamente al vuoto di certi suoi supporter... Tesi oltremodo affascinante ma di cui non ho rinvenuto traccia...sotto per la pigrizia di cui sopra, incollo quel che ho trovato su Wiki

"Nell'ottobre 1903 un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei fondò un club e lo battezzò Associazione Calcio Hellas (per ricordare l'antica Ellade, ovvero l'odierna Grecia) su proposta del professor Decio Corubolo, per l'appunto insegnante di greco[2](...) e colori sociali giallo e blu in richiamo al gonfalone della città"

Evito di riportare altro su questa voce presente dal sito di Wiki perché mi sembra un po' troppo di parte e morbida, sopratutto sulla questione della tifoseria scaligera... comunque mi pare interessante notare quanto siano lontani quei tempi, oggi che i "butei" (così vengon definiti i più accaniti tra i "tifosi", spesso impegnati più ad accoltellarsi tra loro o peggio ancora a dirigere lame e pugni contro il "diverso" di turno) nella loro maggioranza certo non coltivano grandi passioni per l'antica cultura ellenica (a meno che non si debba considerare tra questo anche la passione smodata per la versione cinematografica e ipertrofica di 300, di cui, non a caso credo esista anche, in rete, una parodia in dialetto veneto, con gli spartani che sembran perennemente sbronzi...)

Il mio uomo straordinario mi dice subito di essere tifoso del Chievo e non solo, mi svela anche che il nome della città in cui abito è sbagliato, un errore misterioso del quale alla fine non riuscirò a capire il senso, ma ricordo che c'entrava nientemen che Pechino!
(continua...)

1 commento:

Sophia Carlot ha detto...

ciao


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